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Il vino, un business tutto italiano in forte crescita

Tra i mercati in crescita negli ultimi tempi è da riconoscere l’evoluzione di quello del vino.

Il consumo quotidiano del vino si è trasformato in vendite da investimento di primo ordine.

L’indice Liv-ex 1000 ha segnato un aumento record nei vini da investimento nonostante il periodo pandemico, infatti il mercato del vino non ha avuto cali ed i consumatori hanno posto maggiore interesse.

In questo settore i consumatori sono divenuti collezionisti ed intenditori nell’enologia, infatti l’impossibilità per loro di degustare vino in locali o ristoranti ha accresciuto la necessità di consumarlo tra le mura di casa, acquistando anche collezioni non economiche per appassionati.

L’Italia è la patria del buon vino e le statistiche lo dimostrano avendo avuto impennate mai registrate quanto negli Stati Uniti.

La regione italiana che ha venduto vini in maggioranza è stata il Piemonte ancor più della famosa Toscana.

A confermare questa tesi è stato anche Oeno, un’azienda fondata da Daniel Cranio che ha avuto un’impennata nel mondo approfittando della crisi e del lockdown avvenuti a livello internazionale in molti settori, aprendo così una rete di contatti più estesa con Paesi quali la Spagna, la Germania, il Portogallo e gli Stati Uniti.

Il rilancio è avvenuto in Italia a partire da settembre esportando nuove annate da Cile, attraverso l’Italia fino a Bordeaux.

Oneo ha improntato un mercato rivoluzionario nel settore enologico dando spazio a nuove conoscenze ed impennando le vendite sull’internazionalità, abbattendo la crisi avvenuta invece in molti altri settori e dando agli investitori una gamma più ampia su cui, appunto, investire.

L’impennata avuta nell’indive Liv-ex ne è la dimostrazione con ampi mutamenti positivi nelle sue share interne, è stato d’esempio lo slancio avuto dal Barolo, vino italiano ormai paragonato alla Borgogna, un prodotto invidiato da molti collezionisti.

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