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La Cosmetica italiana in tempo di pandemia

In seguito alla pandemia da Covid-19, a tutti i settori dell’economia sono stati imposti nuovi modelli di business. Decine di migliaia di imprese si sono dovute adattare alle misure anti-contagio e alle nuove modalità di acquisto dei consumatori, sia in Italia che all’estero.

La cosmetica italiana nel 2020 è stata duramente colpita, con un calo complessivo del fatturato del -12,9% a quota 10,5 miliardi di euro e un rallentamento dell’export pari al -16,7%. Tuttavia, il settore ha dimostrato una notevole capacità di adattamento: il 25% delle imprese cosmetiche è stato capace di convertire i processi di produzione, concentrandoli nella realizzazione di gel igienizzanti per le mani e prodotti per la cura del corpo e dei capelli, data la minore domanda di prodotti di bellezza e profumeria. 

La ripartenza si avvicina e lentamente si torna alla normalità: negli ultimi mesi si è osservato un progressivo aumento della domanda per i prodotti del comparto beauty, che secondo Cosmetica Italia tornerà già l’anno prossimo a performance a livello pre-pandemia. Secondo lo stesso studio, la ripresa sarà trainata dal commercio internazionaleche recupererà nel 2022 la perdita dell’anno scorso di 4,15 miliardi di euro, grazie all’ingente domanda di prodotti per il make-up e di profumeria. 

Tuttavia, già per quest’anno si prevede un’accelerazione per le vendite del settore, con un aumento del +5%.

Nel 2020, i canali di esportazione più performanti per i cosmetici Made in Italy, hanno subito una profonda crisi: la Francia ha registrato un rallentamento del -18,1%, la Germania del -20,8%, e gli Stati Uniti del -19,3%. Solo questi tre Paesi rappresentano 1,3 miliardi di euro di fatturato estero: per questo motivo, questa gravosa diminuzione degli acquisti ha influito notevolmente sulla nostra economia.

Le nostre speranze per il futuro ricadono specialmente sugli Stati Uniti, dove la campagna vaccinale sta consentendo al Paese di uscire molto velocemente dall’emergenza sanitaria, iniziando a registrare i primi segnali di ripresa della domanda di prodotti beauty. Lo studio evidenzia anche nuovi canali di esportazione in crescita: Hong Kong con un lieve incremento del +0,3%, la Cina con un +3%, la Repubblica Ceca con un +10,7%, l’Ucraina con un +9,9% e l’Australia con un +5,5%.

Il settore cosmetico italiano è motivo di orgoglio a livello internazionale: non solo le aziende sono capaci di adattarsi e reagire davanti ai più svariati ostacoli, ma i prodotti Made in Italy sono anche innovativi e sicuri: due aspetti che dovrebbero far riflettere sulle opportunità che il reparto può dare al nostro Paese.

Il mercato della nutraceutica

Date le esigenze salutari, la prevenzione delle malattie e la crescente ricerca per una migliore qualità di vita, gli integratori alimentari sono stati soggetti ad una diffusa attenzione negli ultimi anni, sia nei mercati maturi sia in quelli in via di sviluppo. 

La nutraceutica è una nuova disciplina che studia le proprietà terapeutiche di alcuni alimenti. Nasce, infatti, dalla fusione tra nutrizione e farmaceutica, cioè indaga tutti i prodotti che, oltre a nutrire, hanno effetti benefici sulla salute. Tanto quanto la frutta e la verdura, rientrano in questa categoria anche gli integratori alimentari e i concentrati di proteine.

Le industrie alimentari e farmaceutiche hanno risposto alla crescente domanda di prodotti salutari con l’offerta di articoli e tecnologie sempre più avanzati: ad esempio con gocce per prevenire il raffreddore, creme e integratori per i dolori della muscolatura o prodotti naturali per favorire il sonno. Inoltre, l’emergenza Covid-19 sta facendo crescere la richiesta di prodotti che rafforzino le difese immunitarie.

Il 31 marzo 2021, l’Agenzia ICE, in collaborazione con FEDERSALUS, ha organizzato un Workshop sulla Nutraceutica in Medio Oriente, riguardante le iniziative a supporto del settore in Italia. 

L’evento si è svolto in modalità digitale, sulla piattaforma SMART365 di ICE AGENZIA, e ha riscosso un grande successo: hanno preso parte 20 aziende italiane produttrici, ed altrettanti operatori esteri di diversi paesi Mediorientali (in particolare Libano, Arabia Saudita, Giordania e Palestina). Queste aree sono caratterizzate da una crescente domanda di integratori alimentari: l’iniziativa, infatti, è stata pianificata per l’avvio di rapporti di collaborazione industriale e accordi commerciali. 

A capo del mercato europeo di nutraceutica ci sono le aziende italiane, che muovono un notevole giro d’affari: i soli integratori alimentari, a fine 2019, hanno raggiunto 3,6 miliardi di euro come valore di prezzi al pubblico, il più alto del continente e secondo solo agli Stati Uniti a livello mondiale, con una quota circa del 25% rispetto al totale del mercato europeo.

Le aziende sono soggette a numerosi protocolli di sicurezza, specialmente circa analisi e fabbricazione dei prodotti e comunicazione agli operatori professionali e ai consumatori finali. La produzione di integratori è realizzata soprattutto in Italia, da aziende di produzione in conto terzi, dove si registrano a livello occupazionale oltre 11.500 addetti. Il settore è in piena ascesa e le opportunità sono innumerevoli. 

Per ogni approfondimento sulle opportunità del mercato giordano, iracheno e palestinese, è possibile contattare l’ufficio ICE di AMMAN all’indirizzo amman@ice.it. 

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