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Evasione fiscale: il Ministero dell’Economia pronto a stroncarla

Ministero dell’Economia contrasta l’evasione fiscale

Il Ministero dell’Economia e  delle Finanze, nella scrittura della sua Relazione, segnala la necessità di regole più severe per arginare il problema della mancata denuncia delle fatture.

In parlamento, si è discusso sull’inserimento di strumenti di maggiore vigilanza sulla trasmissione dei dati, sull’invio di comunicazioni, circa anomalie riscontrate nell’invio degli stessi e nell’individuazione di misure e controlli atte a far fronte le suddette criticità.

Le nuove proposte, faranno riferimento anche al regime forfettario, infatti , durante il 2022 verranno emanate leggi che abrogheranno l’esenzione dall’invio telematico delle fatture come previsto dall’articolo 1, comma 3 del decreto legislativo n. 127/2015.

I soggetti in questione, sono le imprese che aderiscono a tale vantaggio e le imprese che hanno aderito al regime e che l’anno fiscale precedente, hanno raggiunto utili inferiori ai 65000 euro, e che contrariamente emettono fattura per mano del committente o del rivenditore.

Al momento,  nessuna novità è prevista e arriverà presumibilmente, entro il primo semestre 2022.

Questa è la stima ipotizzata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, durante la discussione della Riforma della gestione fiscale, ed un probabile consenso dell’Europa, introdurrebbe variazioni per i liberi professionisti e darebbe il benestare per l’ammissione ai fondi del Piano.

Proprio il MEF, richiede al Governo, una sequenza di interventi che limitino il sottrarsi dalla dichiarazione, in modo da raggiungere il “Traguardo M1C1-103” , per i quali il punto focale prevede l’inclusione della e-fattura anche per i forfettari.

Nello specifico , nel 2022 , si dovrà far ricorso a proposte ed applicazioni di “atti di diritto primario e derivato”, leggi e sistemi burocratici mirati alla spontanea adesione del contribuente agli obblighi fiscali , alla correttezza dei dati di bilancio e delle procedure di un’azienda e accertamenti.

Il MEF, coerentemente ai propri intenti, mira al restringimento della platea , tra le partite iva , degli esenti  dalla fatturazione elettronica e a ridurre il lavoro di studio del pericolo di evasione, forte anche dall’appoggio della  Commissione Europea.

Al momento non ci sono conferme , le aspettative non escludono però importanti novità fiscali, fondamentali  per l’Italia , in modo da aderire ai vantaggi del programma Next Generation EU.

Dalla dichiarazione del  Ministero dell’Economia, sono circa 1,8 milioni gli aderenti al regime fiscale agevolato,a cui è applicata un’imposta sostitutiva del 15% al posto di Irpfer, Irap e addizionali comunali e regionali.

La carenza delle comunicazioni da parte dei contribuenti , crea un danno, alla necessità di maggiore 

chiarezza nella raccolta dei dati e rende difficile le attività di vigilanza per il rispetto delle regole.

Secondo i dati, a partire dal 1° gennaio 2019, l’entrata complessiva Iva è stata del 2,4 % , a differenza del 2018 , con un ricavo di circa 3,5 miliardi di euro.

L’onere da parte del Governo, sarà quello di rivedere quanto indicato nel decreto legislativo n. 127/2015, considerando che ad oggi non vi è previsto niente di concreto.

La Redazione