Dossier Economy

Marzo 1, 2024
01:29

Il Recovery Plan italiano (leggi il testo del PNRR–Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è suddiviso in 6 missioni e l’ex Governo Conte, lo scorso gennaio, ne ha definito gli interventi. Il testo è passato al vaglio del Parlamento ed è approdato nel consiglio dei Ministri del nuovo Governo Draghi il 24 aprile 2021, per essere approvato definitivamente entro aprile. La Commissione Europea, inoltre, ha espresso il proprio consenso. Il Recovery Plan osserva e rispetta le linee guida approvate il 31 marzo. Gli investimenti complessivi sono pari a 221,5 miliardi, con una dote di 191,5 miliardi (122,6 miliardi di prestiti e 68,9 miliardi a fondo perduto). L’Unione Europea, per far fronte ai danni che l’epidemia globale da Covid19 ha causato, ha approvato il Next generation EU, giunto in Italia con il nome di Recovery Fund o “Fondo per la ripresa”. Quest’ultimo è un fondo speciale, il cui obbiettivo è finanziare la ripresa economica del vecchio continente per i tre anni successivi con titoli di Stato europei (Recovery bond) che dovranno sostenere i Recovery Plan, ossia progetti di riforme strutturali che ogni Paese, nei Piani nazionali di riforme, ha adottato. La somma destinata a questo determinato scopo è pari a 750 miliardi di euro, da dividere tra i diversi Stati. Gli Stati che godono maggiormente di codesto beneficio sono l’Italia e la Spagna.

Il testo del PNRR approvato il 24 aprile 2021

I progetti contenuti nel PNRR sono finanziati, in aggiunta ai 191,5 miliardi del Recovery Found, da 30 mld del Fondo complementare. Il 40% delle risorse riguarda progetti per il Mezzogiorno e il Green, il 27% per il Digitale.

Nel Recovery Plan è prevista, inoltre, la proroga del Superbonus 110% al 2023, prevista solo per le case popolari; per la restante platea si sta valutando, a cura del Ministro Franco, il suo inserimento nella Legge di Bilancio 2022. Nel PNRR compare anche Riforma Pensioni 2022 per dare seguito alla Quota 100, che si concluderà a fine 2021. Una nuova forma di pensione anticipata per gli addetti a mansioni logoranti è stata scelta come sostituta. E’ citato, inoltre, il progetto di accompagnamento per la Riforma Fiscale, presentata assieme alla Legge delega entro il 31 luglio 2021, che segue l’indagine conoscitiva sulla riforma dell’IRPEF. Nel nuovo testo vi sono diversi cambiamenti: è presente un potenziamento degli incentivi per  la banda ultralarga, l’assenza del rifinanziamento del cashback e gli incentivi fiscali del piano Transizione 4.0 restano invariati. Anche disuguaglianza di genere, inclusione giovanile e divari territoriali sono temi affrontati, benchè trasversalmente. Le riforme chiave, invece, comprendono: Pubblica Amministrazione, Giustizia, Appalti, Conncorrenza e Rinnovabili.

Il Recovery Plan italiano

Per ricevere gli aiuti del Recovery Fund è necessario che tutti gli Stati Membri presentino alla Commissione Europea i propri Recovery Plan. In Italia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è indirizzato verso l’inclusione, la digitalizzazione e la transizione verde.

PNRR: le sei missioni

Il Recovery Plan è compost da sei missioni, legate ad altrettante aree tematiche strutturali di intervento, che hanno come scopo la realizzazione degli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Sono i seguenti:

  1. Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo e la Pubblica Amministrazione, l’istruzione, la Sanità e il Fisco;
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. Infrastrutture, per la mobilità e le telecomunicazioni, con la realizzazione di una Rete nazionale in fibra ottica, lo sviluppo delle reti 5G e l’Alta Velocità;
  4. Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  5. Equità sociale, di genere e territoriale, con focus sulle politiche attive del lavoro e sul piano per il Sud;
  6. Salute.

I progetti nelle missioni del PNRR

  • M1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
    • C1 Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione
    • C2 Digitalizzazione e Innovazione del sistema produttivo
    • C3 Turismo e Cultura 4.0
  • M2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica
    • C1 Impresa Verde ed Economia Circolare
    • C2 Transizione Energetica e Mobilità locale Sostenibile
    • C3 Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
    • C4 Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica
  • M3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile
    • C1 Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0
    • C2 Intermodalità e logistica integrata
  • M4 – Istruzione e ricerca
    • C1 Potenziamento delle competenze e diritto allo studio
    • C2 Dalla ricerca all’impresa
  • M5 – Inclusione e coesione
    • C1 Politiche per il Lavoro
    • C2 Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo Settore
    • C4 Interventi speciali di coesione territoriale
  • M6 – Salute
    • C1 Assistenza di prossimità e telemedicina
    • C2 Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria

PNRR: obiettivi del Recovery Plan

Ciò che l’Italia si prefigge con le misure contenute nel PNRR è:

  • ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
  • raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana dallo 0,8% all’1,6%, in linea con la media UE;
  • aumentare gli investimenti pubblici almeno al 3% del PIL;
  • far crescere la spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) dall’attuale 1.3% al 2,1%, al di sopra della media UE;
  • portare il tasso di occupazione al 73,2%, in linea con la media UE, contro l’attuale 63%;
  • innalzare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale;
  • ridurre i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e livello dei servizi pubblici;
  • aumentare l’aspettativa di vita in buona salute;
  • migliorare il tasso di natalità e la crescita demografica;
  • ridurre l’abbandono scolastico e l’inattività dei giovani;
  • migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati;
  • rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese nei confronti di calamità naturali, cambiamenti climatici, crisi epidemiche e rischi geopolitici;
  • promuovere filiere agroalimentari sostenibili e combattere gli sprechi alimentari;
  • garantire la sostenibilità e la resilienza della finanza pubblica.

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